Utente: Korus
Molte sono le porte,incustodite, che tutti possono aprire. Eppure due sono invisibili agli occhi dei morti. - "Nel palcoscenico della vita sii sempre il miglior interprete di te stesso" - ... Canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi[C. Chaplin]
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venerdì, 03 luglio 2009


Signori si scende,
si cambia carrozza.
Attenti allo scambio:
a destra l'imbarco
a sinistra il diretto
per ReggioCalabria.

Labbra arse di sale,
salsedine appiccicata
addosso.Pelle ambrata.
Vestiti tinti di nero.

Nero indelebile. Nero,
uguale al grasso delle rotaie
dei treni di quella stazione
che non conosce la morte.

La robusta ancora
e la piccola valigia
dentro ignota angoscia
e sconfinata paura.

Andare e venire
in cerca perenne
di ferma stabilità.
Marinaio issa l'ancora.





Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 08:08 - Permalink





giovedì, 02 luglio 2009
8


Scorre la vita,
poto ancora il mio bonsai.

Fuori stagione




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 18:22 - Permalink





7


Un boato in cielo.
Abbagliante la fiamma.

Veglio stanotte


[A temporalestivo... è il mio modo per essergli vicino]




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 12:32 - Permalink





mercoledì, 01 luglio 2009
6


Accendi spegni
tra le siepi in giardino.

  Non è natale.




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 16:55 - Permalink





5


Che guazzabuglio
trovo dentro il  cassetto!

Sudo e rassetto




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 16:36 - Permalink





venerdì, 26 giugno 2009


  Ruotano le stagioni
perennemente sospesi
su una chiatta che tenta
una conciliante mediazione
tra l'impulso dell'animale
e la non-coscienza della ragione.

Riempio il tempo con zolle
di mere azioni e non-pensiero.


Saltimbanco tra l'essere
e l'apparire, preda di una frenesia
sottile,  mi allontano dalla massa.
Celando bene  il mio disagio - figlio
di un' agorafobia intellettuale -
non comprendo cosa mi fa più male.

Avara di slanci e di parole
chiudo l'uscio e mi taglio fuori.


Giace,  in camera da letto,
dismesso, il vestito di scena
colorato, mentre, riflesso
nello specchio, vedo sfocato,
il mio dolore mummificato.




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 14:53 - Permalink





sabato, 20 giugno 2009


Ha valore la vita
di un insignificante formica?
A migliaia invadono il formicaio
Chi riesce a distinguerle una dall'altra?

Così è degli uomini l'esistenza grama.

Rotolano su terreni accidentati
con mani sporche detergono il sudore
dipingendosi così sul volto... la maschera.

Brulicano e si sbracciano per uscir dalla massa

Celano le rughe il racconto della vita
mentre negli occhi, fari senza petrolio,
non traspare più il guizzo dell'anima.

Sotto un tumulo si spegnerà  il  ricordo

E duplicano i loro spermatozoi ed il loro DNA
tentando di sopravvivere alla morte sovrana:
compendio di  paranoiche manie

Tornano polvere e cenere, coi giorni, le parole.

Tutto passa eppure tutto tornerà.
Riprenderà il ciclo dell'esistenza grama
fino a che non verranno spezzate le catene
della bramosa concupiscenza della vita.

Io non tornerò: dissolto in bagno d'acido sarà il mio Io




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 14:11 - Permalink





venerdì, 19 giugno 2009




[Olio su tela 70X50. Chiedo venia ma non sono una brava fotografa...]


Avanza lenta e sinuosa
brecciando brume di ricordi
che credevo cancellati.

Nel minuscolo giardino
tra l'erba fresca di rugiada
eccola  far capolino :
la lumaca.

 
Risuona nella mente
la vecchia cantilena
che tu, che noi, bambini,
recitavamo a squarciagola:

- Bucalaci nesci i corna,
dui pri tia e dui pri to' nonna.
*

Mastico zucchero filato
di forchette di dolore
che mi lasciano in bocca
il gusto salato della caliggine.

Da tempo immemore,
vivo il presente dando le spalle
a quel futuro che avrei voluto.

Funambolo sospeso nel vuoto resta
il pensiero incapace di guardarsi dentro.

*[Una cantilena popolare, credo calabrese, perdonatemi ma la mia infanzia è un mixer vissuto in sospensione sullo stretto di Messina, per cui a un certo punto non distinguo il dialetto reggino dal messinese. La cantilena si riferisce ad un gioco che si faceva da bambini stuzzicando le "antenne" della lumaca che al contatto le ritraeva per poi farle rispuntare lentamente.]




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 16:54 - Permalink





sabato, 13 giugno 2009


Mi invento e reinvento ogni giorno

ricalcando la rude superficie 

catramata dell'asfalto.


Getto lo sguardo su gli  smorti

affreschi della noia

e della fallace vanità.


Li travalico, nella lucida

consapevolezza della normale

follia della  quotidianità


Mi ritrovo, a sera,

palleggiando con la luna:

unica compagna

di una speranza che non morirà.

 

 




Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 00:16 - Permalink





lunedì, 01 giugno 2009



Un mese fa mi ha chiamato una collega al telefono chiedendomi di scrivere una filastrocca per i suoi alunni di 5. Lì per lì...sui due piedi mi colse di sorpresa... Avevo tempo solo...tre ore! Avevo declinato la richiesta ma sentendomi in colpa (lo so, devo decidere a farmi psicanalizzare...)  alla fine ecco cosa ne è venuto fuori...

***

Girano le giostre nelle scuole
care maestre non vi lasceremo sole
nuovi alunni arriveranno
ed i nostri posti occuperanno.
Sia dai banchi che dal  cuore
noi  ben presto saremo fuori.
Solo una cosa vi chiediamo
non cancellate di noi il ricordo
che seppur poco diligenti
e ancor meno ubbidienti
siamo stati  vostri alunni
per ben cinque lunghi anni
e con voi siamo cresciuti
ed ometti divenuti.
Tutto quello che sappiamo
solo a voi noi lo dobbiamo.
La lettura , la scrittura,
i calcoli e la geometria
e pur l'inglese, sebben
non ci appartiene, noi da voi
l'abbiamo appreso
e nessuno di noi si è arreso.
Davanti ad un compito difficile,
grazie al vostro incoraggiamento,
abbiam raggiunto gli obiettivi.
Ma l'obiettivo nostro più grande
è raggiunto in questo istante
in cui gridiamo a squarciagola:
Grazie di cuore e addio scuola!

Siccome poi non c'è due senza tre ecco cosa mi scrive:

che ne dici se ti scervelli anche per il direttore e poi ancora una da noi maestre , non necessariamente con la rima
merci...

Non mi è rimasto altro che accontentarla...

Al Dirigente Scolastico

Un pensiero particolare
al nostro DS vogliamo dare
Non la cosa di un minuto,
giusto il tempo di un saluto,
ma un momento un po' speciale
per una persona eccezionale.

A lui vanno i nostri elogi
e la nostra gratitudine
per la sua partecipazione
e la sua buona gestione.

Nel prendere da lei congedo
le porgiamo l'augurio nostro sincero
di un cammino ancor più fecondo
di idee ed innovazioni
per una scuola sempre migliore.

Che sia amato e benvoluto
dagli alunni e dai docenti
 che vada avanti  risoluto
e questa dedica non la scordi.


Il commiato di una maestra

Sono trascorsi in fretta
questi cinque anni
in un arcobaleno di colori.

Tra grandi e piccoli temporali
e ampi spazi di sereno
si apre il cuore al pensiero.

Francesco, Maria, Giuseppe
siete arrivati quando il tempo
del grambiulino nero
era sparito da un pezzo.

La storia va avanti, non a ritroso
come i gamberi, consci di ciò
vi abbiamo dedicato il nostro tempo,
comunicato la nostra passione,
profondendo in questo
la nostra parte migliore.

Perché noi crediamo.

Crediamo nella giustizia
e nell'uguaglianza, nell'amore
e nella fratellanza. Crediamo
nello scambio del libero dare
ed avere, crediamo nei vostri
diritti ad essere bambini
prima ancor che cittadini
ed è per questa fede che oggi
vi lasciamo andare con timore.
Tagliamo quel sottile filo
che ci ha tenuti legati
  tutti in questi cinque anni.

Ecco, il mondo spalanca già
le porte del vostro domani
facendovi trovare altre braccia,
altre mura, altri battimani.
Noi vi diciamo semplicemente:
Per il bene che vi abbiamo voluto
non dimenticateci.

[Ora credo che posso andare anche a... nascondermi]







Tra le rughe del pensiero di Korus
Alle ore 19:00 - Permalink






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